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Tutela delle specie a rischio: il capriolo

La tutela delle biodiversità animali e vegetali è da sempre un tema che ISAM ha a cuore. Negli anni, infatti, sono state numerose le iniziative finalizzate alla conservazione delle specie a rischio, al ripristino degli ecosistemi, alla protezione e all'incremento del patrimonio faunistico.


Tra le specie a rischio che Isam si propone di tutelare c’è il Capriolo.





IL CAPRIOLO, UNA SPECIE A RISCHIO


I caprioli potrebbero un giorno sparire completamente dai nostri boschi, minacciati dall’innalzamento delle temperature che altera i loro tempi di riproduzione, letargo e migrazione, Sono proprio i cambiamenti climatici, dunque, la maggiore minaccia per queste specie, la cui estinzione potrebbe tra l’altro influire sulla salute dell’ecosistema.


Il capriolo (Capreolus capreolus) è un cervide di piccole dimensioni, che vanno dai 90 a 130 cm di lunghezza e dai 10 ai 35 kg di peso.


Il suo mantello ha un colore tra il rosso e il marrone, mentre il muso, invece, è grigio. La coda è cortissima e non emerge dal pelo.


Per quanto concerne l'alimentazione, molto frequente (dalle 8 alle 12 volte al giorno), consiste in erbe, foglie, corteccia, conifere e frutti.


Originariamente viveva nelle pianure, mentre ora si trova frequentemente su altopiani e montagne. In Italia si trova, infatti, sulle Alpi e sugli Appennini.

Nel secolo scorso si era fortemente rarefatto, sia a causa delle forme di caccia eccessive e non regolamentate, sia a causa della deforestazione di pianura, collina e montagna.

Con il tempo, la specie è riuscita a colonizzare Alpi e Appennini, in alcune zone in modo spontaneo, in altre grazie alle reintroduzioni in parchi e foreste.


Della sottospecie italicus dell'Appennino centro-meridionale, però, si stimano meno di 10.000 esemplari.



IL CAPRIOLO, ANIMALE SCHIVO E SOLITARIO


Nel tempo il capriolo è stato considerato un animale schivo e solitario. I caprioli amano infatti spostarsi da soli o, al più, in piccoli gruppi composti dalla madre e dai cuccioli. È possibile trovarli in gruppi più numerosi solo in inverno nelle immediate vicinanze di fonti di cibo.


La gestazione del capriolo dura circa nove mesi e mezzo e le femmine partoriscono i cuccioli tra l’erba alta, in primavera. Un particolare dei piccoli di capriolo è l’assenza di odore nelle prime settimane che consente loro di non essere notati dai predatori come lupi, volpi, aquile e linci.

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